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Guida · Area marina protetta

Area marina protetta Capo Gallo – Isola delle Femmine: le regole per chi va in barca

Il mare tra Capo Gallo e Isola delle Femmine è un’area marina protetta. Qui le regole sono diverse dal resto della costa di Palermo: niente ancora, velocità basse, ci si ferma solo alle boe.

A cura di Salpe · controllata sulle fonti ufficiali il

Dov’è, chi la gestisce, quali regole valgono

L’area marina protetta «Capo Gallo – Isola delle Femmine» copre il mare davanti alla costa dei comuni di Palermo e di Isola delle Femmine: circa 2.170 ettari e 16 chilometri di costa. È nata nel 2002 (decreto del Ministro dell’ambiente del 24 luglio 2002).

Dal 2019 la gestisce, in via provvisoria, la Capitaneria di porto di Palermo. Il regolamento definitivo dell’area non c’è ancora. Valgono:

  • il decreto del 2002, che fissa le zone e cosa è permesso in ciascuna;
  • il disciplinare provvisorio 2026, approvato dalla Capitaneria il 17 marzo 2026 (decreto n. 37/2026), che vale fino al 31 dicembre 2026 salvo proroghe;
  • le ordinanze della Capitaneria: la n. 87/2022 sulla navigazione nell’area, la n. 59/2026 sulle moto d’acqua e, d’estate, l’ordinanza di sicurezza balneare.

Il disciplinare si rinnova ogni anno e di solito esce tra febbraio e maggio: in quei mesi ricontrolliamo questa pagina.

Le tre zone

  • Zona A, riserva integrale: due tratti, a ovest di Capo Gallo tra La Puntazza e il faro, e a nord-ovest e nord-est dell’isolotto di Isola delle Femmine.
  • Zona B, riserva generale: intorno a Capo Gallo, intorno all’isolotto, e tra Punta della Catena e Punta Matese.
  • Zona C, riserva parziale: tutto il resto dell’area. I porti di Isola delle Femmine, Sferracavallo e Fossa del Gallo sono in zona C.

Le boe gialle segnano i confini: non ci si può ormeggiare. La planimetria ufficiale è nel decreto del 2002; la mappa con le zone è sul sito dell’area marina protetta.

Cosa si può fare, zona per zona

Le regole del decreto del 2002 e del disciplinare 2026
CosaZona AZona BZona C
Navigare a vela o a remiNoSìSì
Navigare a motoreNoSolo natanti (fino a 10 m), senza planare, al massimo 5 nodi, per raggiungere le boeNatanti e imbarcazioni (fino a 24 m), al massimo 10 nodi; entro 500 m dalla costa, dai porti e dai punti di ormeggio al massimo 8
Dare l’ancoraNoNoNo
OrmeggiareNoSolo alle boe dei campi boeSolo alle boe dei campi boe, o nei porti
Bagno e snorkelingNoSìSì
Immersioni, anche in apneaNoCon autorizzazione, nei siti indicatiCon autorizzazione, nei siti indicati
Pesca sportivaNoSolo residenti autorizzatiSolo residenti autorizzati
Moto d’acqua e sci nauticoNoNoNo

Sulla zona B a motore i testi non dicono la stessa cosa. Il decreto del 2002 fa andare a motore solo i natanti, per raggiungere le boe con la rotta più breve e al massimo a 5 nodi; l’ordinanza della Capitaneria n. 87/2022 aggiunge di restare ad almeno 200 metri dalla costa, e solo in due tratti (tra Barcarello e La Puntazza, e tra Punta della Catena e Punta Matese); il disciplinare 2026 parla anche di 10 nodi tra 300 e 600 metri. Segui la regola più severa. E in tutta l’area, entro 500 metri dalla costa, dai porti e dai punti di ormeggio, vale anche il limite nazionale di 8 nodi (regolamento della nautica, art. 91-bis).

  • D’estate valgono anche le regole dell’ordinanza di sicurezza balneare (vedi la guida su Palermo). Attenzione: anche il limite della zona dei bagnanti è segnato da boe rosse, a cui non ci si può ormeggiare. Nel dubbio vale il limite più severo.
  • Snorkeling con maschera, boccaglio e pinne conta come bagno. L’apnea conta come immersione: serve l’autorizzazione dell’ente e un brevetto. Le immersioni, anche in apnea, mai da soli.
  • La pesca sportiva è vietata anche nei 150 metri intorno alla zona A, e durante il fermo pesca; la pesca subacquea è sempre vietata.
  • Sulla terra, l’isolotto di Isola delle Femmine è una riserva naturale regionale con regole sue.

I campi boe: come ci si ferma

Nelle zone B e C ci si ormeggia solo ai gavitelli dei campi boe (disciplinare 2026, art. 10). Il disciplinare ne prevede 7, con 45 boe: Isola Ovest (9), Isola Sud (9), Punta Matese (2), Punta Barcarello (3), Fossa del Gallo – ex Cassina (4, sul versante ovest di Capo Gallo), Motomar (8, verso Mondello) e l’ampliamento di Barcarello (10). A luglio 2026 l’ente ha comunicato di aver rimesso le boe rosse d’ormeggio a Isolotto Sud, Isolotto Ovest, Punta Matese, Barcarello e Fossa del Gallo.

  • Si prenota online sul sito dell’area marina protetta: si sceglie il giorno e la boa, si compila un’autodichiarazione con i dati della barca e si scarica il permesso, anche sul telefono, da mostrare ai controlli. Vale per tutta la giornata.
  • Nel 2026 è gratis. Nel 2025 si pagavano 10, 15 o 20 euro secondo la lunghezza della barca.
  • Su ogni boa al massimo 3 barche; una sola se una barca è lunga 15 metri o più. Il 15% delle boe è riservato alle barche a vela.
  • Con mare o vento oltre forza 2 l’ormeggio è vietato. Forza 2 è una brezza leggera, circa 4–6 nodi, con il mare poco mosso: con la brezza del pomeriggio l’ormeggio può essere già vietato.
  • Ci si avvicina e ci si allontana dalla boa a non più di 3 nodi, perpendicolari alla costa.
  • Entro 50 metri da ogni boa niente immersioni, ancora, pesca, passaggi liberi o barche ferme non ormeggiate. Il bagno sì, lontano dalle barche che si muovono.
  • Vietato ormeggiarsi alle boe gialle dei confini e alla boa scientifica «Sea Sentinel» vicino all’isolotto.
  • Le boe si prenotano nella stagione estiva: a metà ottobre 2026 il calendario delle prenotazioni era chiuso.

Se sei in barca in affitto o con uno skipper

Il disciplinare 2026 non parla di barche a noleggio o in locazione. Nel 2022 l’ente gestore aveva scritto che i permessi per le boe erano solo per le barche da diporto usate per svago, escludendo locazione e noleggio occasionale. Per il 2026 non abbiamo trovato né una conferma né una smentita: prima di contare su una boa, chiedi all’operatore o all’ente gestore.

Il disciplinare chiede l’autorizzazione dell’ente gestore, e prima ancora della Capitaneria, per il trasporto passeggeri (itinerari e orari fissi) e le visite guidate (con guide turistiche): al massimo 10 barche, e 2 per armatore residente (art. 11). Nelle grotte fa entrare, a lento moto, le barche di queste attività autorizzate che sono di proprietà di residenti.

Da Bagheria a Carini, e a Ustica, chi dà in affitto barche fino a 10 metri o moto d’acqua deve consegnare al cliente l’ordinanza di sicurezza balneare e informarlo sulle aree marine protette e sulle loro regole (ordinanza della Capitaneria n. 70/2026).

Ancora e posidonia

In tutta l’area l’ancora è vietata, tranne per i mezzi di servizio, le barche d’appoggio dei centri di immersione autorizzati (dove non ci sono boe) e le emergenze (disciplinare 2026, art. 10). Serve a proteggere i fondali e le praterie di posidonia, che qui crescono anche sulla roccia. Spostare o strappare la posidonia senza autorizzazione è sanzionato.

Altre regole

  • Vietato scaricare in mare acque di sentina, liquami e rifiuti.
  • Niente altoparlanti e segnali sonori senza motivo.
  • Immersioni di notte solo con autorizzazione; le immersioni vanno comunicate all’ente per e-mail almeno 24 ore prima.
  • L’ente può chiudere alla navigazione singoli tratti di mare: lo comunica sul sito e nelle darsene.

Le multe

  • Il prontuario del disciplinare 2026 punisce quasi ogni violazione con una multa da 26 a 1.032 euro, o 51 euro se si paga entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica. Ancora, ormeggio senza permesso, velocità e moto d’acqua sono tutte nell’elenco.
  • Il prontuario dice che queste multe si aggiungono alle sanzioni della legge sulle aree protette (legge 394/1991, art. 30): per i divieti più gravi, come andare a motore dove non si può, la legge prevede l’arresto fino a 6 mesi o un’ammenda da circa 103 a 12.911 euro.

Contatti

Capitaneria di porto di Palermo, ente gestore dell’area marina protetta: via Francesco Crispi 153, Palermo · telefono 091 6043111 · cppalermo@mit.gov.it · sito ampcapogallo-isola.it. Per le emergenze in mare: 1530 (o il 112), o il canale 16 della radio VHF.

Fonti

Lette il 15 ottobre 2026.

Questa guida riassume le norme in vigore il 15 ottobre 2026. Non sostituisce i testi ufficiali né le ordinanze della Capitaneria di porto della zona in cui navighi. Nel dubbio chiedi alla Capitaneria; per le emergenze in mare il numero è il 1530 (o il 112).

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